21 novembre 2001


Chirurgia: ora possibile ricostruire arti superiori

L'evoluzione della chirurgia e in particolare della microchirurgia permette oggi di ricostruire parzialmente o totalmente gli arti superiori, il braccio, la mano, o la singole dita. Ogni anno in italia si verificano480mila traumi, di cui l'85% riguardano appunto lesioni parziali o totali al braccio, alla mano, o alle dita. E' possibile dunque il recupero di arti superiori ottenendo il ripristino delle funzioni della mano tramite la ricostruzione delle singole strutture, dai nervi ai tendini. A presentare dettagliatamente le nuove tecniche microchirurgiche basate sulla ricostruzione con vasi sempre più piccoli, i cosiddetti vasi perforanti , che permettono di trapiantare tessuti del nostro stesso organismo che fino a qualche anno fa sembravano impossibili, è stato il primario della divisione di chirurgia plastica ricostruttiva e microcrochirurgia dell' Aurelia Hospital di Roma e docente presso la scuola di chirurgia plastica dell'università di Roma Tor Vergata, Raffaella Garofalo.
"Le nuove tecniche microchirurgiche - ha spiegato la Garofalo - permettono trapianti di tessuti del nostro stesso organismo senza sacrificare zone importanti: questo consente di poter intervenire anche su traumi gravissimi offrendo soluzioni molto poco invalidanti". La ricostruzione parziale o totale dell'arto superiore o di singole dita richiede "fantasia e creatività da parte del chirurgo ha aggiunto la Garofalo - perché oltre alla funzionalità c'è anche , e non è poco, un fatto estetico". Sabato prossimo si terrà a Roma ed a Modena - ha annunciato la Garofalo - in contemporanea, mediante un sistema telematico satellitare, un convegno durante il quale verranno presentate dieci nuove tecniche di ricostruzione della mano sia da utilizzare nei traumi sia dopo malformazioni. Attualmente in Italia esistono una ventina di centri specializzati in tecniche microchirurgiche, a Roma ce ne sono tre, mentre a Modena, funziona un servizio di emergenza.
"Attualmente le richieste di intervento - ha osservato la Garofalo - sono basse: arrivano dalle 400/500 chiamate l'anno" . Motivo del convegno è anche quello di informare l'opinione pubblica dello stato di avanzamento delle nuove tecniche microchirurgiche. Si calcola che mediamente le assicurazioni private valutino un danno all'arto superiore dai tre ai trenta milioni. "Oggi siamo in grado di ipotizzare che una mano può essere rivestita con tessuto prelevato sotto i capelli - ha proseguito la Garofalo - attraverso la stessa invisibile cicatrice che si esegue durante un trattamento di lifting . Così come è possibile che la pelle dell'avambraccio possa essere trapiantata sulla mano con un vaso non visibile ad occhio nudo". L'evoluzione della tecnica insomma è tale che oggi "si può pensare anche alla ricostruzione dell'unghia - ha concluso - struttura che in passato non veniva nemmeno presa in considerazione" , per finire alla ricostruzione anche della pelle del viso lesionata .

 

 

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