| L'evoluzione della chirurgia
e in particolare della microchirurgia permette oggi di ricostruire parzialmente
o totalmente gli arti superiori, il braccio, la mano, o la singole dita.
Ogni anno in italia si verificano480mila traumi, di cui l'85% riguardano
appunto lesioni parziali o totali al braccio, alla mano, o alle dita.
E' possibile dunque il recupero di arti superiori ottenendo il ripristino
delle funzioni della mano tramite la ricostruzione delle singole strutture,
dai nervi ai tendini. A presentare dettagliatamente le nuove tecniche
microchirurgiche basate sulla ricostruzione con vasi sempre più
piccoli, i cosiddetti vasi perforanti , che permettono di trapiantare
tessuti del nostro stesso organismo che fino a qualche anno fa sembravano
impossibili, è stato il primario della divisione di chirurgia
plastica ricostruttiva e microcrochirurgia dell' Aurelia Hospital di
Roma e docente presso la scuola di chirurgia plastica dell'università
di Roma Tor Vergata, Raffaella Garofalo.
"Le nuove tecniche microchirurgiche - ha spiegato la Garofalo - permettono
trapianti di tessuti del nostro stesso organismo senza sacrificare zone
importanti: questo consente di poter intervenire anche su traumi gravissimi
offrendo soluzioni molto poco invalidanti". La ricostruzione parziale
o totale dell'arto superiore o di singole dita richiede "fantasia e
creatività da parte del chirurgo ha aggiunto la Garofalo - perché
oltre alla funzionalità c'è anche , e non è poco,
un fatto estetico". Sabato prossimo si terrà a Roma ed a Modena
- ha annunciato la Garofalo - in contemporanea, mediante un sistema
telematico satellitare, un convegno durante il quale verranno presentate
dieci nuove tecniche di ricostruzione della mano sia da utilizzare nei
traumi sia dopo malformazioni. Attualmente in Italia esistono una ventina
di centri specializzati in tecniche microchirurgiche, a Roma ce ne sono
tre, mentre a Modena, funziona un servizio di emergenza.
"Attualmente le richieste di intervento - ha osservato la Garofalo -
sono basse: arrivano dalle 400/500 chiamate l'anno" . Motivo del convegno
è anche quello di informare l'opinione pubblica dello stato di
avanzamento delle nuove tecniche microchirurgiche. Si calcola che mediamente
le assicurazioni private valutino un danno all'arto superiore dai tre
ai trenta milioni. "Oggi siamo in grado di ipotizzare che una mano può
essere rivestita con tessuto prelevato sotto i capelli - ha proseguito
la Garofalo - attraverso la stessa invisibile cicatrice che si esegue
durante un trattamento di lifting . Così come è possibile
che la pelle dell'avambraccio possa essere trapiantata sulla mano con
un vaso non visibile ad occhio nudo". L'evoluzione della tecnica insomma
è tale che oggi "si può pensare anche alla ricostruzione
dell'unghia - ha concluso - struttura che in passato non veniva nemmeno
presa in considerazione" , per finire alla ricostruzione anche della
pelle del viso lesionata .
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