1 marzo 2004

AdnKronos salute

Trapianti: Garofalo, 20 cadaveri studiati per quello di faccia

In corso in Italia terza fase sperimentazione Milano

Venti cadaveri studiati dai ricercatori dell’università di Tor Vergata, per arrivare al trapianto di faccia. In attesa del pronunciamento dei bioeticisti francesi, previsto per domani, proseguono infatti nel nostro paese le ricerche sul trapianto di faccia. "Stiamo sperimentando già da quattro anni questo intervento. Abbiamo condotto ricerche su 20 cadaveri, verificando quali arterie vascolarizzano la cute del volto", spiega Raffaella Garofalo, chirurgo estetico e docente di chirurgia plastica e ricostruttiva all’ università di Tor Vergata.
Se i colleghi francesi si sono detti pronti a prelevare il viso di un cadavere per "trasferirlo" su un paziente gravemente sfigurato, "in molti possono dire altrettanto- afferma il medico- la questione vera è creare un team di specialisti all’altezza: dieci esperti, dallo psicologo all’immunologo all’anestesista e al chirurgo, specializzati nell’affrontare questo delicatissimo tipo di operazione". Ustioni nel viso, gravi malformazioni o esiti di trauma che hanno sfigurato il paziente, queste le possibili indicazioni per un intervento già vagheggiato dal cinema. "Le ricerche sono avanzate. Siamo alla terza fase degli studi, quella relativa all’effetto psicologico e ai rischi di rigetto".
Il trapianto di faccia, secondo la Garofalo,è dunque "una frontiera possibile. Le nostre simulazioni al computer e dal vivo - aggiunge - evidenziano che per realizzarlo bastano due arterie delle quattro del viso (una temporale e una facciale) e quattro vene". L’esperta ha già presentato i risultati raggiunti nelle prime fasi dei suoi esperimenti a livello internazionale, in Finlandia, Germania, Stati Uniti e Canada. "La seconda fase - prosegue - è servita a comprendere quale spessore deve avere la cute per ottenere un risultato apprezzabile anche dal punto di vista estetico, così da non creare dei "mostri". E per verificare in quali casi si debbano trapiantare anche i muscoli della bocca e degli occhi".
Negli ultimi due anni la tecnica di prelievo è stata perfezionata. La terza fase, quella ora in corso, consiste nel verificare la compatibilità tra donatore e paziente, in modo da evitare il rigetto e dare al paziente lineamenti esteticamente accettabili. Ma occorre, conclude il medico, comprendere appieno le problematiche psicologiche cui potrebbero andare incontro i pazienti.

 

 

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