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La clinica modenese Hesperia, rinomata soprattutto
per la chirurgia cardiovascolare pediatrica, si propone di dare un nuovo
impulso alla chirurgia plastica e lo fa innanzitutto cercando di illustrarne
quelle che sono le modalità e finalità, utilizzando il
più possibile un linguaggio comprensibile anche ai non addetti
ai lavori. E' quanto avvenuto ieri nel corso di una conferenza tenutasi
presso la stessa clinica a cui hanno partecipato molti esperti del settore.
Per sapere di più abbiamo rivolto alcune domande a Raffaella
Garofalo, figlia del patron romano della clinica e promotrice dell'iniziativa.
Dottoressa Garofalo, perché investire nella chirurgia
plastica?
Diciamo che c'è una richiesta sempre più ampia
da parte della gente. La vita si è allungata, le malattie vengono
curate meglio rispetto al passato e quindi l'esigenza di una qualità
di vita migliore si sente e si sta diffondendo ormai in tutte e classi
sociali e nelle persone di tutte le età.
A chi si rivolge, più in specifico, la chirurgia plastica?
La chirurgia plastica è anche chirurgia ricostruttiva che corregge
i traumi dopo gli incidenti, le malformazioni congenite e quindi si
rivolge a tutte quelle persone che abbiano questo tipo di necessità.
Per quanto riguarda la chirurgia estetica il maggior entusiasmo chiaramente
viene sempre dalle donne, ma direi che anche gli uomini, un buon 20%,
si rivolge al chirurgo plastico
soprattutto per il naso e un poco
anche per le palpebre.
Quali le garanzie per gli utenti?
Diciamo che ci sembrava che soltanto una casa di cura di queste dimensioni,
comunque che avesse anche una tecnologia dietro, uno spessore come anestesisti,
come sala operatoria e come struttura, potesse riunire più specialisti
consentendo quindi al paziente di avere più consulenti e maggiori
garanzie. E' quello che accade da sempre in America.
La cardiochirurgia continua a rimanere un punto importante della nostra
attività - ha precisato ieri il direttore dell'Hesperia Hospital,
il dott. Malena - oggi siamo semplicemente qui per illustrare un'attività
che l'Hesperia fa dal 1988, da quando è stato presentato a Milano
l'Hesperia progetto verde. Si vuole far capire alla gente cos'è
la chirurgia plastica ricostruttiva e quella estetica; quando queste
due cose si sposano insieme e quali sono tutte le tecnologie che vengono
usate
anche perché si rischia, in questo settore, di trovarsi
in ambienti non sufficientemente tranquilli e protetti per il paziente.
Si è letto anche sui giornali che per una liposuzione fatta in
un ambulatorio in altre parti d'Italia la gente è morta. Noi
ci proponiamo di dare delle garanzie, dicendo quali sono i rischi e
come questo tema possa essere affrontato con tranquillità.
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