Modena, 3 marzo 2001

L'iniziativa.
Esperti risponderanno alle domande del pubblico

Il bisturi che sconfigge il disagio

Convegno all'Hesperia sulla chirurgia plastica fra estetica e maggiore ricerca della salute

di Silvia D'Onghia

La chirurgia plastica e quella estetica rappresentano ormai una realtà anche nel nostro paese. Sono decisamente in aumento infatti le persone che si rivolgono ai chirurghi per poter migliorare un difetto fisico o per porre rimedio a un trauma, spesso dovuto a un incidente stradale. La clinica Hesperia Hospital riunisce questa mattina alcuni fra i grandi esperti del settore, che cercheranno di spiegare con parole semplici e chiare il mondo della chirurgia plastica. "La novità di quest'incontro - spiega la dottoressa Raffaella Garofalo, chirurgo estetico - è rappresentata dal fatto che, forse per la prima volta, non sarà un convegno scientifico o destinato ai soli professionisti. Abbiamo chiesto ai medici di "scendere dalla cattedra" e avvicinarsi al pubblico per rispondere a tutte le domande. La gente deve capire che la figura del chirurgo plastico non è quella tradizionale del professore dalle poche parole. Noi cerchiamo di parlare con le persone per capire cosa si aspettano da un intervento".E in effetti gli uomini e le donne che si sono rivolte in questi anni all'Hesperia per la chirurgia estetica (205 i primi e 540 le seconde) non chiedono più, come accadeva qualche anno fa, di assomigliare a grandi attori o a fotomodelle."Le persone vengono da noi innanzitutto per un parere - continua la dottoressa Garofalo - gli uomini soprattutto cercano rassicurazioni non tanto sulla riuscita dell'intervento, quanto sull'incidenza dei cambiamenti sulla propria personalità. Spesso infatti noi chiediamo la consulenza di uno psicologo".A voler ricorrere ai ferri per migliorare il proprio aspetto fisico non sono più solo donne un po' avanti negli anni con qualche problema di rughe; sono moltissimi anche i giovani che si rivolgono al chirurgo. Le richieste maggiori riguardano sicuramente il viso (riduzione delle rughe e rinoplastica in particolare) e l'addome, ma sono molte anche le donne che ritoccano seni e glutei. In generale le persone cercano comunque di scongiurare l'invecchiamento: "Attraverso lo studio del DNA - svela il chirurgo - è adesso possibile sapere come ciascuno diventerà dopo dieci o vent'anni. In questo modo si può intervenire preventivamente".Una curiosità: capita spesso che ci si rivolga a un chirurgo per il proprio difetto minore: "Non sempre il modo in cui ci guardiamo corrisponde al modo in cui ci guardano gli altri", conferma Raffaella Garofalo. Il mondo della chirurgia estetica va di pari passo con quello della ricostruzione: un trauma e una malformazione possono essere vissuti con lo stesso disagio. L'importante, secondo la dottoressa Garofalo, è rivolgersi a un centro serio, in cui operino specialisti diversi in grado di integrare le proprie competenze. Soltanto un'equipe medica specializzata e completa può assicurare la perfetta riuscita di un intervento. E comunque in Italia, rispetto a molti altri paesi ed in particolare agli Stati Uniti, la chirurgia si basa molto sulla sensibilità e sull'equilibrio dei medici: "Non deve essere solo il paziente a scegliere il medico, - conclude Garofalo - ma il chirurgo deve capire se quello è il paziente giusto per lui".


Il dibattito fra ricostruzione e bellezza

Intervenire sul proprio aspetto può significare vivere meglio con se stessi e con gli altri. Lo ribadiscono questa mattina alle 9,30 otto medici che affrontano l'argomento in un dibattito pubblico presso la clinica Hesperia di Modena. Si parlerà di chirurgia plastica ricostruttiva e di chirurgia estetica, i cui confini sono ormai molto labili. Interverranno il chirurgo plastico Carlo Cavina, l'otorino Giorgio Mattioli, il dermatologo Bianca Maria Manzini e i chirurghi estetici Raffaella Garofalo, Mario Pelle Ceravolo, Domenico De Fazio, Salvatore Fundarò e Alessandro Gennai. Il ringiovanimento del volto, la ricostruzione mammaria, l'uso del laser e la liposuzione saranno solo alcuni degli argomenti trattati.


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