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Settembre 2003

La chirurgia del sorriso

Nei pazienti affetti da paralisi del nervo facciale il problema estetico è molto sentito. Spesso è primario rispetto al deficit funzionale. Risulta fondamentale restituire a questi pazienti un sorriso accettabile. Alcuni chirurghi plastici per questo motivo, chiamano tale disciplina la  “Chirurgia del sorriso”. I problemi principali collegati con tale patologia sono i seguenti: difficoltà nella chiusura della palpebra, asimmetria delle labbra durante il sorriso, mancanza del tono nella guancia nel lato paralizzato. Quali sono le opportunità che il Chirurgo Plastico offre con l’intervento chirurgico? Per ripristinare la chiusura dell’occhio bisogna utilizzare un intervento che utilizza il muscolo temporale dello stesso lato paralizzato, il quale viene ruotato e fissato sopra e sotto la palpebra superiore e inferiore. Sarà il muscolo temporale così posizionato che contraendosi consentirà il movimento delle palpebre stesse e la chiusura dell’occhio. La fisioterapia successiva potenzierà il risultato. Durante il medesimo intervento si provvederà a correggere anche l’asimmetria del sorriso e ridare tono alla guancia, ma le tecniche chirurgiche utilizzate variano a seconda della gravità del caso; infatti quando l’asimmetria non è gravissima, è possibile utilizzare lo stesso muscolo temporale che verrà fissato al muscolo orbicolare del labbro superiore ed inferiore. Anche in questo caso la contrazione del muscolo temporale consentirà di fare muovere il lato paralizzato della bocca. Una nuova tecnica da noi utilizzata permette di evitare anche di avere l’effetto di gonfiore nella regione temporale. In effetti il muscolo che dovrà andare a congiungersi con la bocca, non verrà capovolto come si fa per congiungerlo all’occhio, ma viene staccata la sua inserzione al livello del condilo: non si avrà più un muscolo totalmente capovolto ma sarà solo ruotato. Tuttavia nei casi di paralisi del facciale molto gravi, la correzione dovrà avvenire in due tempi. Si effettua un primo intervento di  “cross-face” con cui si allungano i nervi  del lato della faccia sano verso il lato della faccia paralizzato. Dopo circa 6 mesi con un secondo intervento, si effettua un trapianto muscolare prelevando il muscolo con la sua arteria, la sua vena e il suo nervo, o dalla gamba “muscolo gracile” o dalla spalla “muscolo gradentato”, posizionandolo nella guancia. Quindi si effettuerà il collegamento tra il nervo del muscolo trapiantato e i nervi che sono stati trattati precedentemente. Il muscolo trapiantato oltre a sostituire la funzionalità dei muscoli, darà tono alla guancia stessa. Il recupero per questo intervento è di circa tre mesi, e fondamentale per accelerarne il buon esito è la la fisioterapia riabilitativa post-operatoria. La paralisi del facciale è considerata una patologia fortemente invalidante da chi ne è affetto poiché riguarda la parte più visibile del corpo: il volto! Secondo me l’intervento chirurgico di correzione, dà degli ottimi risultati non solo dal punto di vista estetico, ma anche dal punto di vista psicologico, poiché aiuta il paziente a riconoscersi nuovamente e quindi accettarsi. Non temete dunque, è sempre possibile migliorare.

 
 
 
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