Profilo Donna

Dicembre 2005

Novità nella chirurgia del seno:
mastoplastica additiva per via endoscopica

Il seno ha sempre rappresentato fin dai tempi remoti la “femminilità”. Quante sono quelle donne che non hanno fantasticato, almeno per un momento, su come fare per avere un seno più grande e più tonico? Probabilmente l’intervento di mastoplastica additiva è l’intervento più diffuso nella chirurgia estetica. Consiste nell’aumentare il volume del proprio seno mediante l’utilizzo di protesi. Generalmente si esegue in anestesia generale e in regime di ricovero. Esistono differenti vie di accesso per l’inserimento della protesi, quella più diffusa è probabilmente per via periareolare (attraverso l’areola), tuttavia si può scegliere anche il solco sottomammario o per via ascellare. Nel tempo però si sono messe a punto nuove tecniche atte a rendere l’intervento meno invasivo al fine di abbreviare il decorso post-operatorio. Molto interessante è l’utilizzo dell’endoscopia anche nella mastoplastica additiva e non solo per il ringiovanimento del volto. La filosofia è la stessa: l’uso dell’endoscopio permette al chirurgo plastico di inserire la protesi nel caso della mastoplastica additiva, o risollevare la muscolatura del volto nel caso del lifting endoscopico, unicamente attraverso delle ridottissime incisioni. Infatti attraverso la piccolissima telecamera posta sull’endoscopio, si riesce a vedere perfettamente la muscolatura interna senza dover creare delle grandi vie di accesso e quindi delle grandi cicatrici. E’ facile capire come lo stress per il paziente sia ridotto!! Ma vediamo precisamente come si procede. Il Chirurgo plastico mediante l’utilizzo dell’endoscopio ha la possibilità di inserire la protesi a goccia, sfruttando incisioni ridotte e offrendo alle pazienti la possibilità di scegliere anche la regione ascellare come via per l’inserimento della protesi. Inoltre poiché l’endoscopio è dotato di una importante fonte di luce e la possibilità di ingrandire il campo operatorio utilizzando un monitor, offre grandi garanzie di rendere quasi impossibile il rischio di ematomi post operatori. Non solo un intervento poco doloroso, ma in alcuni casi con esiti cicatriziali quasi invisibili!! Infatti le cicatrici hanno dimensioni molto ridotte, e mentre le cicatrici in sede periareolare possono essere camuffate tramite tatuaggio, quelle in sede ascellare, si confondono naturalmente con le pieghine della pelle. Infine spesso le pazienti mi domandano se le protesi sono dannose e se sono sensibili al tatto. In realtà non esistono rischi legati alla presenza delle protesi. Alcuni studi americani hanno mostrato una minore incidenza di tumori nelle donne munite di protesi. Infatti queste ultime si controllano con molta più attenzione il seno svolgendo una migliore prevenzione su se stesse. Inoltre la qualità delle protesi mammarie oggi in commercio è molto elevata, sia nei materiali che nella resistenza. Non dimentichiamo che la presenza della protesi mammaria è perfettamente compatibile con un futuro allattamento. Ah dimenticavo, una protesi ben posizionata, non è sensibile al tatto, e sicuramente garantisce alla paziente un benessere psicofisico non trascurabile, donando una maggiore sicurezza e facendo sentire la donna più bella!!

 
 
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