| Come ogni anno dallinizio
dellera dei trapianti, circa trentanni fa, puntuale arriva
lannuncio di un trapianto di faccia imminente. Ma stavolta la
favola -perche si spera non si realizzi mai- si arricchisce di una sperimentazione
fatta a Roma. Ad accendere i riflettori su di sé stavolta è
Laurent Lantieri dell ospedale Mondor di Creteil, Francia, pronto
ad eseguire laridita operazione "se non ci saranno riserve etiche".
"Non è fantascienza. In Italia lo stiamo sperimentando da quattro
anni", ha rilanciato Raffaella Garofalo, docente di chirurgia plastica
e ricostruttiva alluniversita di Roma di Tor Vergata. Poi, come
prevedibile, è arrivato lo "stop" del comitato bioetico
francese: "dopo il trapianto di faccia, il paziente si troverebbe in
una situazione peggiore".
Come è stato per il trapianto di mano - anchesso annunciato
a più riprese da circa trentanni - la terapia anti-rigetto
deve essere molto forte tale da aprire la porta ad infezioni mortali
e cancri inarrestabili. E poi la crisi didentità. Se fu
tale da spingere il trapianto di mano a farsela amputare è prevedibile
quanto sia più drammatica la crisi didentità di
un trapianto di faccia. Infine: le attuali tecniche di chirurgia plastica,
abbinate alle recenti scoperte biotecnologiche, sono in grado di restituire
quasi sempre la propria faccia o almeno un somiglianza. Senza rischi.
Ma questa è scienza al servizio del bene del paziente, non fantascienza
al servizio della notorietà del medico di turno.
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