Roma - 5 febbraio 2004

La corsa "a rifarsi": gli italiani si scoprono narcisi

Il mito del ritocco perché apparire è meglio di essere

di Daniele Del Moro

Un taglio e via. È l'avanzata prepotente e un pò grossolana del popolo dei rifatti. Cambiarsi le sembianze, insomma, è diventata una vera e propria ossessione. Lo conferma il recente successo della trasmissione "Bisturi-Nessuno è perfetto", in onda dal 27 gennaio su Italia uno e condotta dall'insolita coppia Irene Pivetti e Platinette. Liposuzioni, lifting, rinoplastiche, le persone sembrano preoccuparsi solo di apparire diverse, perennemente giovani e smaglianti.
"Il sogno impossibile", come lo hanno definito gli autori del programma, si trasforma in un problema nazionale. "Extreme makeover - Belli per sempre" è stato il programma Usa mandato in onda alcune settimane fa da RaiDue. Il mito del ritocco, dunque, come nuovo tormentone. I chirurghi scelti da Mediaset, Giuseppe Leopizzi e Roy de Vita, intervengono su orecchie improponibili e seni cadenti, realizzando le aspettative dei prescelti. Una sorpresa: quattro milioni e 256mila spettatori inchiodati al video con uno share del 16,7%. Ma la fisima estetica suscita polemiche. Il cardinale Ersilio Tonini, sulle pagine di Panorama, tuona allo scandalo: "Guardo con molta preoccupazione a questo tipo di televisione. È il segno di un rimbecillimento progressivo e collettivo. L'unicità dell'essere umano si esprime anche attraverso la sua imperfezione e la vecchiaia è il momento più prezioso della vita, quello in cui si misura il dono della sapienza? Perchè manipolarla con un lifting?". La Pivetti getta acqua sul fuoco e dichiara che "la chirugia estetica non può essere un surrogato della psicanalisi né la panacea a tutti i mali della vita". "L'attrazione e la bellezza non sono solo nella perfezione del corpo - sottolinea il sociologo Franco Ferrarotti - Ciò che si trascura negli interventi plastici, i cui risultati sono spesso insoddisfacenti, è il legame tra volto e identità spirituale. Le nostre rughe ce le siamo guadagnate e possono essere segno di personalità e carattere". Resta il fatto che a chiedere il lifting siano sempre più persone, in particolare giovani. Simona, una delle protagoniste di Bisturi, sentenzia: "Ho un naso troppo importante. Mi rende insicura".
"Dritto o alla francese, è il naso nuovo il ritocco più richiesto dagli italiani" - spiega Raffaella Garofalo, chirurgo plastico della Scuola di specializzazione di Tor Vergata - L'intervento al naso, nel 2003, ha totalizzato il 13,87% delle richieste seguito dalla liposuzione (13,65%) e dalla mastoplastica additiva al seno (10,94%)". Giulio Basocco, primario di chirurgia plastica all'Istituto neurotraumatologico italiano, racconta di "ragazzine di 16 anni che arrivano a rifarsi il seno con le foto di modelle e attrici famose, uno spettacolo sconcertante che deve far riflettere". Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell'età evolutiva, riguardo la storia della bambina che, durante la scorsa puntata, chiedeva un seno più abbondante, chiosa: "È stata strumentalizzata per esprimere l'infelicità di mamma e figlia perché non si risponde ai canoni estetici dominanti". Meglio, insomma, "vietare la trasmissione a un pubblico non adulto". Il direttore di Italia Tiraboschi, però, parla di un "fenomeno di massa che non è possibile ignorare". Non solo. Va di moda il "turismo estetico" se è vero che sempre più persone ricorrono ad interventi a prezzi imbattibili in paesi come il Libano o gli Emirati Arabi dove è in atto un vero e proprio boom del lifting. L'antropologo Massimo Canevacci è indulgente: "Con la chirurgia estetica la persona definisce il corpo con una bellezza che vorrebbe essere morale". L'importante è non cadere nel ridicolo perché, come ha sottolineato il cardinal Tonini, "un viso pieno di rughe infonde rispetto, uno gonfio di silicone fa solo pietà".


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