Roma - 14 aprile 2007 Giallo in corsia. L’altra mattina la donna è finita sotto i ferri nella struttura di Villa Santa Maria di Leuca. In serata la crisi. Al S. Andrea è giunta cadavere. Ordinata una ispezione sanitaria della Regione. Già avviate anche le indagini della polizia che ha sequestrato la prima documentazione. Operata al seno muore a 60 anni La vittima si era sottoposta in clinica a intervento di mastoplastica riduttiva di Francesca Mariani |
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| Una donna di 60 anni, Annamaria P., è morta l’altra notte dopo un intervento di mastoplastica riduttiva effettuato presso una clinica privata, non convenzionata, della Capitale. La paziente, dopo l’intervento eseguito nella mattinata nella clinica di Villa Santa Maria di Leuca, si è sentita male in serata. E’ stata trasportata d’urgenza all’ospedale Sant’Andrea dove i soccorsi si sono rivelati inutili. Secondo un primo esame, la donna sarebbe stata stroncata da una violenta crisi cardiaca. La fase post operatoria non ha presentato complicazioni, ma secondo indiscrezioni nel tardo pomeriggio di giovedì la paziente ha cominciato ad avere gravi difficoltà respiratorie. I medici della clinica hanno tentato di stabilizzare il fenomeno, ma dopo circa un’ora sono stati costretti a chiamare il 118 per il trasferimento d’urgenza in una struttura più attrezzata. La corsa al vicino ospedale Sant’Andrea è, però, risultata inutile: la donna è giunta cadavere al nosocomio di Grottarossa dove i medici non hanno potuto che constatare il decesso. Nelle prossime ore verrà effettuata l’autopsia sul corpo della donna per accertare le cause della morte. L’assessore regionale alla Sanità, Augusto Battaglia, attraverso la Asl Roma E ha disposto una immediata ispezione nella clinica privata Santa Maria di Leuca per accertare condizioni e modalità in cui si è svolto l’intervento e una relazione circostanziata sulle attività della clinica, che già nel mese di gennaio era stata oggetto di una ispezione da parte della Asl che non aveva riscontrato nessuna irregolarità. “Relazioni sul decesso sono state richieste alla Direzione dell’Ospedale Sant’Andrea e all’Ares 118” spiega l’assessorato. “Dai primi accertamenti sono da escludere comunque responsabilità legate all’arrivo dei soccorsi. L’ambulanza del 118 infatti è stata chiamata alle 21.28 ed è giunta dopo 4 minuti. Il personale si è attenuto alle disposizioni dei sanitari della clinica che avevano in cura la persona, trasportando nel più breve tempo possibile la donna al Sant’Andrea dove però è giunta cadavere”. La polizia si è recata in Via Tiberina, presso la clinica Villa Santa Maria di Leuca, per acquisire informazioni sulla donna morta dopo un intervento di mastoplastica. La tragedia ha già innescato le polemiche. “Mentre le autorità indagano per accertare le cause di questa morte – sostiene il Codacons – ci chiediamo cosa fa l’assessorato alla Sanità per controllare le centinaia di cliniche private che ogni anno sul territorio effettuano migliaia di operazioni di chirurgia estetica – afferma il presidente Carlo Rienzi. Senza entrare nel merito delle ragioni del decesso, riteniamo indispensabile incrementare i controlli su queste strutture private, che troppo spesso riempiono le cronache dei giornali con operazioni di chirurgia estetica che si concludono in maniera tragica. Invitiamo i parenti della vittima ad andare fino in fondo – conclude Rienzi – chiamando in causa, se sarà ritenuto necessario, anche l’Assessorato regionale ala Sanità”. |
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| Intervistata la prof. Garofalo |
| Il chirurgo di Tor Vergata: il petto grande? Causa l’artrosi |
| La mastoplastica riduttiva del seno è un intervento “impegnativo e complesso” la cui difficoltà è legata soprattutto alla durata dell’operazione ed ai conseguenti rischi connessi ad un’anestesia prolungata. A chiarirlo, in relazione al caso della donna di 60 anni deceduta in una clinica romana dopo un intervento di questo tipo, è il chirurgo Raffaella Garofalo della Scuola di specializzazione in chirurgia plastica dell’Università Tor Vergata di Roma. “Si tratta di un intervento – spiega l’esperta – per ridurre il volume di un seno troppo grande e, di solito, viene effettuato sui pazienti abbastanza giovani”. E’ però frequente che in donne più anziane il seno troppo grande sia la causa di altre fastidiose patologie, come dolori alla schiena e artrosi: “In questi casi – afferma Garofalo – è spesso l’ortopedico che consiglia l’intervento di riduzione del seno, un intervento, dunque, il più delle volte legato più a una necessità di benessere che a un’esigenza solo estetica”. Il problema è che si tratta, di solito, di un’operazione che può richiedere tempi abbastanza lunghi, dalle 3 alle 6 ore: “Il rischio è dunque connesso all’anestesia poiché – spiega Garofalo – qualsiasi tipo di anestesia, se prolungata oltre le 4 ore, può dare delle complicanze ed i rischi, ovviamente, aumentano. Da qui la necessità di affidarsi a strutture sicure che garantiscono la costante presenza di un anestesista esperto”. Ma quali possono essere le complicanze eventuali legate a questa operazione? “Complicazioni possono presentarsi a seguito, ad esempio, di un’eccessiva perdita di sangue, cosa che, soprattutto in soggetti anziani, può determinare conseguenze gravi a livello cardiologico”. Ma il rischio maggiore, conclude la specialista, “resta tuttavia legato proprio alla eventuale durata prolungata dell’anestesia, che richiede un monitoraggio costante e attento”. |
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